Teoria dei discorsi

Teoria dei discorsi 1 * (+ fenomenologia delle parole)

Regole I

- Ascoltare i discorsi altrui è buona cosa.
- Le discussioni a sfondo amoroso sono le più interessanti.
- Se un discorso inizia con “Eh ma se..” vale la pena ascoltare.
- Ascolta sempre, senza mai dire la tua.
- Non provare a capire discorsi strani.
- Non provare ad ascoltare più di due discorsi contemporaneamente.
- Evita di soffermarti sul fatto che ci siano migliaia di discorsi intorno a te, o impazzirai.
- Se vieni coinvolto in un discorso strano, sfrutta l’arte della supercazzola.
- Attento: anche gli altri ti ascoltano.
- Non discutere mai con Rodolfo Soncini Sessa, lui tanto ne sa più di te.
- Eccezione alla regola precedente: puoi farlo se ti chiami Filippo Bazzoni, Davide Bellomi, o se sei suo tesista (ma ne saprà comunque più di te).
- Chi non sa citare le fonti da cui deriva i suoi discorsi è un ciarlatano (tranne Soncini).
- Se parli al cellulare con l’auricolare in un luogo pubblico sembri scemo
- Vale sempre il proverbio: Parli del diavolo, spuntano le corna.
-
Non farti vedere se ascolti i discorsi degli altri.
- A mezzogiorno suonano le campane
- Esistono luoghi in cui i discorsi nascono spontaneamente e spesso questi luoghi sono i meno consoni (tab.1).
- Si può sempre parlare del tempo.
- Una situazione di piccolo disagio sociale provoca grandi discorsi (vedi: mancano le sedie da un’aula).
- Un luogo con effetto venturi a palla è un buon luogo.
- La probabilità di parlare di cose schifose aumenta vertiginosamente se si sta mangiando; a un campo scout è un evento certo.

* Questa pagina è un meta-discorso

DEFINIZIONI

DISCORSO: Insieme di parole come quello che stai leggendo (ma potrebbe anche non avere un senso –> vedi “Discorso senza senso”.

DISCORSO STRANO: Discorso che genera in chi ascolta una faccia stupita, sorpresa, oppure un’espressione del tipo: EEEEEH?

DISCORSO SENZA SENSO: Discorso in cui è impossibile connettere logicamente le parole, oppure con salti logici.

DIALOGO: Discorso tra due o più persone (da ora semplicemente “Discorso”).

MONOLOGO: Altrimenti detto “Quel tipo parla da solo!”. Discorso fra sé e sé.

Regole II

- Se qualcuno ti fermae ti dice “Sorry, do you believe in God?”  devi scappare.
- Fai più bella figura se cit qualcuno, anche non esistente, come diceva il grande filosofo Scheppermann (vedi Wellerismo).
- L’unico ente a cui puoi confidare un segreto senza che venga divulgato è il tuo animale domestico (eccezione: il pappagallo).
- Non parlare mai con un burocrate / con la burocrazia.
- Nessuno ha il diritto di fermarti per strada per qualsiasi cosa (a parte le autorità civili o una gnocca/un figone).
- I discorsi sul cibo: fanno venire fame prima di mangiare; sono stomachevoli dopo una mangiata.
- Un/una bel/bella ragazzo/a ha sempre diritto di parlare (tipicamente non lo farà)

POSTULATO: Il rapporto tra parole dette e parole ascoltate è sempre maggiore di 1

LEGGE (detta “Mi stavi ascoltando??” ): Il rapporto sopra definito aumenta all’aumentare del tempo di dialogo, della complessità del discorso, dell’interesse dell’interlocutore ed è inversamente proporzionale all’importanza.
Regole III

- Esistono argomenti in cui è impossibile raggiungere un’opinione comune; ad esempio: politica, religione, sport (tifato). Accade che ognuno cerchi di convincere altri della sua ragione, generando casino. Frasi fatte e insulti sono espressi con frequenza.
Questa regola è altresì detta:
“I pareri sono come i coglioni, ognuno ha i suoi.” (G. Gaber)
“Non parlate uno alla volta se no non si capisce niente”
(A. Biscardi)
“Ezio Biagi non è stat cacciato! “
(V. Sgarbi rivolto a Travaglio)
“Capra, Capra, Capra, ignorante”
(V. Sgarbi rivolto a Chiunque)
(Commento sociale 1: gran parte dei programmi TV è basata su questi argomenti).
(Commento sociale 2: i luoghi dove avvengono discorsi di questo genere sono frequentati da vecchi o vecchi dentro)
- In un discorso tra sconosciuti, il più convincente sta dicendo balle ed è disinformato. Lo si riconosce perché è saccente.
- Caratteri presenti in un discorso:

  • Il Saccente: conosce men di tutti ma afferma che, per esperienza, lui conosce la situazione.
  • Il Timido: non parla per la maggior parte del tempo, male poche cose che dice alimentano i discorsi del saccente (o dell’invasato).
  • L’Invasato: chiede sempre la parola, fa ragionamenti assurdi per supportare tesi assurde; quando finalmente viene zittito smette di ascoltare.
  • Lo Smontatore: riesce a rendere nulle le convinzioni di chi parla ponendo dubbi morali; spesso è il più informato.
  • Il Vago: non sa nemmeno perché è finito in quel discorso, probabilmente ha delle idee ragionevoli ma sa già che non verranno ascoltate quindi evita di dirle.
  • Il conoscitre della teoria dei discorsi: sa benissimo che non si va da nessuna parte e ascolta divertito.

-Ogni discorso non può essere esente da ripetizioni.

Problema 1 (o di Dario): Come si può, alla luce di tutto ciò, abbordare e conoscere la falsa Sara? (sostituire a “la falsa Sara” il nome dell’obiettivo di turno).


2 Risposte to “Teoria dei discorsi”

  1. [...] sospettosa che sembrava che dovessero fare una rapina di tutti gli arancini Eccola quindi: TEORIA DEI DISCORSI Like this:LikeBe the first to like this [...]

  2. Per il problema numero 1 ti consiglio di utilizzare frasi di abbordaggio che variano a seconda di luogo e circostanze, ad esempio alla tizia che consegna le mappe della fiera dell’artigianato qual’è la strada per raggiungere il suo cuore.. ahah forse non sono la persona meglio indicata a darti consigli va XD

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