Temporale…

Fuori c’è ancora il temporale…come quel sabato notte, quando alle 4.10 svegliato da fulmini e mal di pancia acutissimo scrivevo a Dorotea che non sarei potuto andare a Genova, perché da due ore dopo sarei stato al pronto soccorso a controllare la mia pancia, sospettando un’appendicite… Alle 5.00, col temporale ormai passato e una bell’alba, io e mia madre arriviamo al San Raffaele e, dopo la visione di un episodio molto triste (una mamma che ha il bambino in sala urgenze; lo reggeva in braccio e il papà guidava ubriaco…il bambino poi non ce l’ha fatta), sono inziate le mie visite e i miei esami…dopo una visita, un prelievo e delle domande sono stato portato in radiologia per due volte (la prima volta era già occupata) per fare le radiografie di torace e addome; dopodiché è stato deciso di farmi l’ecografia; dopo un po’ di tempo sono sceso per questo esame, neanche fossi incinto; il medico ha poi mandato via telefono la descrizione della mia pancia, che sembrava gigante dalla lunghezza del discorso che ha fatto; tra cui l’appendice descritta tumefatta e di calibro (???) 16 mm…Quando sono tornato su (era ormai mattino inoltrato, verso le 10) la chirurga che aveva dato il cambio alla mia prima visitatrice mi ha spiegato che mi avrebbero operato per un’appendicite, dati i valori sballati di globuli bianchi e i risultati dell’ecografia; mi ha anche fatto firmare il consenso in cui era scritto che se non mi avessero operato sarei incorso in una peritonite. Ho firmato ovviamente.
Con la mia bella flebo attaccata ho aspettato le 12, quando mi hanno portato in camera operatoria; prima però ci sono state una serie di operazioni di cui non parlo per ragioni intime…forse qualcuno di voi potrà immaginare; mi hanno fatto indossare un camice sotto al quale il mio corpo era completamente nudo e mi hanno portato giù nel sotterraneo. L’ambiente intorno a me era verde scuro, con ripiani di attrezzi; venivo portato in barella per un corridoio stretto; il conducente ha anche urtato contro un altro carrellino! Una volta firmato il consenso per l’anestesia sono stato spostato sul lettino operatorio; l’anestesista ha confabulato coi medici (tra cui c’era anche la chirurga simpatica che ha deciso di operarmi) e mi ha messo l’anestetico dicendomi: –Dovresti sentire sonno tra poco– E alla mia domanda –Tra quanto dovrei addormentarmi?– Lui ha risposto –Vuoi iniziare a contare?– Facendo un sorriso misto tra il giovanile e il saccente. Le mie palpebre hanno iniziato a chiudersi dopo pochi secondi e ho tentato per due volte di esclamare “Porca miseria!” ma in entrambi i casi ho biascicato; mentre dormivo non mi rendevo più conto di dove fossi, sognavo cose che non ricordo ora, ma mi ricordo fossero belle perché al mio risveglio, che per me è avvenuto dopo pochi secondi mentre per il mondo reale dopo 2 ore, non volevo essere svegliato! Mi ricordo la chirurga esclamare “Ciao Dario!” e poi una corsia in cui correvo sul lettino e la faccia di mia madre e mio padre in fondo davanti a una porta… Poi l’entrata nella porta. Qui le immagini si fermano finché non sono sul lettino, dolorante e con una sensazione di dover fare la pipì, che pian piano è passata. L’esperienza in ospedale è stata particolare; ho conosciuto un’intera vicenda di famiglia con persone molto vecchie e che effetti possa avere un’anestesia su una persona anziana… Il mio vicino si alzava di notte e credendo di essere nella vita normale voleva alzarsi per andare a trovare la moglie in ospedale; io ogni volta chiamavo l’infermiera per lui, non per me; mi sentivo pure utile! Al primo giorno ho ricevuto visite di amici di università e della mia ex ragazza che addirittura è arrivata dal pavese per venirmi a trovare; per il resto è stato noioso; ho studiato economia e letto un libro consigliatomi dal mio ex prof di filosofia, il tutto intervallato da prove della pressione, medicine inserite, pasti (solo dal secondo giorno) e punture e prove della febbre; al secondo giorno si è avvicinata a me una ragazza che mi ha chiesto se avessi dolori particolari… dopodiché mi ha fissato con aria un po’ strana e mi ha chiesto: –Tu sei dell’89?– Io dapprima stranito ma poi avendo intuito come mai quella strana richiesta mi fosse stata effettuata le ho risposto –Sì– E lei con aria sorridente e ammiccante: –L’annata migliore!– E io: –Anche tu sei dell’89?– E lei: –Sì!– A questo punto  ho fatto qualche commento sul prematuro tirocinio che fanno fare a ragazze così giovani (pensando a cosa sarebbe per me fare una cosa del genere) e lei ha raccontato di quanto fosse pesante per lei, di Cesano Maderno, svegliarsi la mattina alle 4 e mezza per essere in ospedale alle 7, 7 e mezza mi pare…Insomma un evento che mi ha lasciato un sorriso stampato sulla faccia per mezzora buona dato che di contatti umani in ospedale se ne hanno ben pochi! Il giorno dopo, giorno in cui sarei stato dimesso (per fortuna è stata una cosa veloce data la modernità dell’intevento) sono riuscito anche a chiederle di aggiungerla su Facebook! E’ una ragazza simpaticissima e molto motivata; sono contento di averla conosciuta in questo modo stranissimo! Il terzo giorno quindi sono stato dimesso, con ancora i punti e i cerotti; meno male che alle 15.30 di un giorno feriale il prode amico Naldo era a casa, così da potermi venire a prendere :D
Guardo fuori e piove…stanotte finalmente dormirò sul fianco sinistro (prima non riuscivo e era un supplizio); spero proprio di riprendermi in fretta e tornare a mangiare la pizza, i gelati, la frutta e tutte le cose buone che si mangiano di solito…ora devo fare una dieta leggera. Guardo fuori e mi riviene in mente quella notte…e penso che ora mi sento molto meglio.

~ di darionescu su 26/6/09.

2 Risposte to “Temporale…”

  1. Magnifico post…

    Ti ringrazio tanto per il bel commento :-D

    CIAO!!!

  2. perfettamente raccontato
    diciamo che un brutto momento alla fine ha regalato dei bei momenti?
    e meno male che accade anche questo :D
    conosco il s. raffaele….
    buona giornata

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