La sicurezza di chi può sempre lasciar perdere
“La religione è l’oppio dei popoli”; ma io cambierei la Religione in Filosofia; ed è opportuno limitare questo modo di ingannare il proprio pensiero alle persone più fortunate; quelle che si creano la loro carriera e i loro impegni avendo alle spalle comunque la sicurezza di non essere mai in difficoltà a reggere il costo della vita, cioè coloro che possono sempre dire, a fronte delle difficoltà, “Lasciamo perdere”; Marx (autore della frase che ho scritto prima di tutto) ha comunque ragione intendendo popolo con tutte le persone di tutte le classi sociali; questo perché la religione è adatta per le persone più povere, dando sicurezza e quindi quell’oppio di cui hanno bisogno per vivere; dico ciò non considerando vera o falsa la credenza religiosa; non c’è dubbio che l’effetto è comunque di sicurezza. Chi però dice di affidarsi a una certa filosofia, a una certa corrente di pensiero, a un determinato modo di agire, è quasi sempre coperto da ciò che lo assicura al poco rischio di fallire. Fanno eccezione coloro i quali seguono una filosofia nella povertà..scelta difficilissima. Ma forse è meglio che tutti abbiano un modo per ingannare il proprio pensiero e una sicurezza di qualsiasi genere, perché ciò permette di riuscire a lottare per continuare nei propri obiettivi e nel perseguire i propri bisogni (contingenti come carriera o ricchezza, necessari come mangiare e avere una buona salute); senza questo inganno saremmo un po’ come Sancho Panza si descrive nella canzone Don Chisciotte di Guccini
“credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimane
il solo metro che possiedo, com’è vero… che ora ho fame!”
Mentre Don Chisciotte replica difendendo l’ideale (il suo è quello di sconfiggere il potere) come ingannevole per l’uomo (l’anima che trasforma la realtà attraverso i sentimenti; altro modo di affrontare la realtà)
“Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch’io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l’apparenza delle cose come vedi non m’inganna,
preferisco le sorprese di quest’anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d’oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire…”
Chi vive senza uno di questi due inganni dell’animo è realista, ma vive la vita forse con l’angoscia che i suoi bisogni non vengano soddisfatti; chi invece si imbroglia riesce a andare avanti con più forza, perché ha un obiettivo più alto del soddisfare il suo bisogno (dato dall’etica che si è posto come stile di vita).

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