(CirCo)nferenze

Che cos’è una conferenza? E’ un evento in cui uno o più individui sono invitati a esprimersi su un problema dimostrando visivamente o in ogni caso empiricamente la loro posizione ideologica, a riferirla al pubblico e a soddisfare i curiosi con risposte sensate alle loro domande.
In una conferenza, o almeno in quella a cui ho partecipato io, si possono notare diversi tipi di persone:

Il moderatore: Individuo clinicamente testato per fare un’introduzione alla conferenza il più neutrale possibile e presentare chi esporrà la sua posizione; tende a favorire eventuali colleghi di lavoro o persone che lavorano nel suo stesso posto, fingendo di sapere qualcosa degli altri; ha anche il compito di dare al pubblico più informazioni sul tema proposto e di esporre le “avvertenze e effetti collaterali” della situazione. Durante la discussione evita la sovrapposizione delle voci e accende i vari microfoni. Il moderatore è colui che determina il passaggio da un relatore ad un altro e la fine del vociare del pubblico, che probabilmente è rimasto coinvolto dall’abilità di esposizione del relatore di turno. Tiene anche il dibattito; compito per cui ci vogliono determinate caratteristiche, che il moderatore ha: è spiritoso, è spigliato, sa trovare la battuta giusta e dare del cretino implicitamente al “folle” di cui parleremo dopo.
Frase tipo: “passiamo la parola a…”

Il bastian cuntrari: Tradotto in Italiano: “Bastiano Contrario”, non è il nome del relatore, ma la sua caratteristica. Lui va contro a qualsiasi opinione e riesce a trovare dati che dimostrano la falsità dei dati trovati dagli altri; solitamente interviene per ultimo, perché ha il potere di sconvolgere il pubblico che si era fatto un’idea così chiara che solo un treno di confutazioni avrebbe cambiato quell’idea. Lui è il conducente del treno, e non fa sciopero quel giorno! Si becca le provocazioni del “folle” e l’ovazione del pubblico.
Frase tipo: “Mi permetta di dissentire”

L’espertone: Ha i dati del mondo tra le mani, li legge come vuole lui e ti dimostra la sua tesi senza che tu possa dire: “Eh ma…”; perché nella diapositiva dopo avrà risposto al tuo dubbio con un’altra valangata di dati, che ti faranno dimenticare tutto quello che avevi pensato. Alla fine esprime la sua idea che è l’unica cosa che hai capito di tutto il suo discorso data la quantità di dati con cui ha bombardato il pubblico.
Frase tipo: “Ho trovato un grafico che fa al caso nostro”

Il simpaticone: Riesce a raccogliere assensi e risate grazie alla sua comicità superiore addirittura a quella del moderatore; propone soluzioni alternative e bizzarre che magari non c’entrano una mazza con l’argomento ma piacciono così tanto al pubblico che quest’ultimo vota il simpaticone come uno in gamba e lo nomina “il capo” anche se così alternativo. Naviga tra le sue diapositive in modo casuale prendendo in giro il suo stesso lavoro; in compenso a tutto ciò è modesto e non da fastidio; non passa assolutamente come il buffone.
Frase tipo: “Ma questo ora non mi interessa! (e salta la diapositiva)”

Il retore fallito: Si riempie di paroloni tecnici, si vanta di sapere i segreti del mestiere, di aver studiato tanto, è acerrimo nemico del bastian cuntrari; in compenso fa esempi che non c’entrano nulla, è ideologico e salta da un argomento all’altro senza seguire un filo logico. Il suo parlare saccente determina una reazione di dissenso del pubblico che si può sentire in frasi che variano da: “Ma cosa dice?” a “Ma questo è un co**ione!”.
Frase tipica: “Forse non tutti sanno che…”

Ma ora passiamo al pubblico! Esso è composto da alcuni esperti che si compiacciono dei concetti espressi, studenti che sono più o meno interessati, studenti che sono lì per dormire o per non fare una mazza, o per provarci con la ragazza a fianco, gente che si addormenta e il folle.
Chi è il folle?

Il folle: Lo diceva sempre il mio prof di filosofia: “In una conferenza il primo che fa le domande è solitamente un folle, e il relatore gli risponde sempre: ’se ho capito la sua domanda sono daccordo con lei’”
Ebbene, il folle è appunto il primo coraggioso a fare una domanda a qualcuno dei relatori, anche se non è coraggio quello, è follia; infatti la domanda è articolata, multipla, incomprensibile, solo lui la capisce e tutti la dimenticheranno; non a caso qualche relatore sta chiacchierando col vicino mentre il folle continua nella sua disanima di domande non senso, e viene interrotto spesso dal moderatore visto che, se quello continuasse a parlare, la conferenza diventerebbe un conclave. Il folle una volta zittito viene accontentato con risposte sintetiche e frasi di circostanza, viene schernito dal simpaticone; ma la relazione peggiore è quella del retore fallito: inizierà a parlare dando l’apparenza di aver capito la domanda (e l’ha anche capita!) e il pubblico ha due scelte: o andarsene, o sperare in un intervento pseudo-divino del moderatore che dirà: “Facciamo fare una domanda alla ragazza qui davanti?”

~ di darionescu su 17/10/08.

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