Praha? Ano.
Che cosa è successo a Dario? E’ diventato volgare dopo la gita a Praga? No, lo è sempre stato e l’ha nascosto bene; eppure ano in ceco vuol dire sì…E questo fa capire che diavolo di lingua sia quella; soprattutto quando è un controllore a fermarti all’uscita della metropolitana Praghese e parlarti nella sua lingua incomprensibile; per poi parlare in inglese e dire: questo biglietto vale per 5 fermate, voi ne avete fatte 6…(cosa non scritta sull’opuscolo dei biglietti ma solo sul biglietto); sono 700 corone (28 €) a testa.
Non male per essere appena arrivati ed essere nella città da 0 notti; alla fine in qualche modo il mitico prof accompagnatore il Rauzi con abili stratagemmi è riuscito a ottenere di pagare 5€ a cranio.
Il primo impatto con l’hotel Quality non è comunque stato drammatico; la cena non è stata delle migliori perché era semi self service e tipo refettorio ma in ogni caso decente… Alla sera siamo andati alla disperata ricerca di un pub: non ci facevano entrare nonostante ci fosse posto; alla fine abbiamo trovato un posticino dove in ogni caso la birra costava meno dell’acqua. La prima giornata è stata essenzialmente dedicata a passeggiare alla scoperta della città. Praga per certi versi assomiglia a Milano (pur essendo un po’ più pulita): iniziando dalla cosa negativa, il traffico, si passa alle cose positive: le strade, le viette, gli edifici sono nello stile austriaco (e quindi parte di Milano è dello stesso stile); ovviamente è molto più nordica e di europeo meridionale non ha nulla…Non mi sono azzardato ad assaggiare la pizza per esempio
L’argomento di cui mi preme di più scrivere è il cibo: la mia paura di mangiare male è stata eliminata già dal secondo giorno; infatti alla sera siamo stati in un ristorante dove servivano lo stinco di maiale: un pezzo di carne immenso e cotto benissimo; non avevo mai mangiato della carne di maiale così buona e l’idea di strappare tutto quanto dalle ossa mi piaceva abbastanza!
In questa giornata, prima dello stinco, abbiamo passato una curiosa mattinata nel quartiere ebraico: a parte aver visto 3 sinagoghe di cui una pubblica, una privata, una spagnola (le prime due avevano gli stessi oggetti esposti in pratica) abbiamo visitato il museo ebraico; è stato abbastanza pesante dato il tema della Shoah; infatti erano scritti sui muri di quel palazzo tutti i nomi dei deportati dal quartiere di Praga; erano inoltre esposti disegni di bambini durante o dopo (se sopravvissuti) la vita nei lager. Abbiamo chiuso con il cimitero ebraico: un cumulo di tombe messe a caso in uno spazio piccolo (erano messe così proprio perché c’era poco spazio). La cosa simpatica in tutto ciò è stata la statua dedicata a F.Kafka (ebreo polacco che scriveva in tedesco); la forma era strana: la statua ritraeva un uomo che cavalcava un vestito intero, ma questo senza l’uomo dentro
. Il pomeriggio poi abbiamo fatto una visita guidata per Praga.
Il penultimo giorno abbiamo visitato il castello e la cattedrale della roccaforte, compresi museo delle torture e buoni dolcetti fritti da mangiare
L’ultima parte del pomeriggio, prima di ritornare in albergo, è stata dedicata al bere birra (io caffè viennese, grazie
) in una birreria di fianco alla cappella dei monaci gesuiti, che produceva birra propria (Rauzi non dice ha mai detto di no a una birra
). Rauzi però ha detto di no a chi alla sera dell’ultimo giorno, dopo un giro che andrò subito dopo a descrivere, voleva un po’ fare i fatti propri. Dopo questo giro, infatti, alcuni ragazzi prevalentemente non della mia classe ma dell’altra avevano chiesto di fermarsi a ballare; Rauzi aveva risposto inizialmente in affermativo, ma a seguito di atteggiamenti abbastanza menefreghisti di due ragazzi (che facendo gesti stavano lamentandosi dell’orario) il prof ha bloccato tutto e ha cacciato tutti in albergo. Il giro è stato carino a parte l’inconveniente finale alla birreria, meta della serata; infatti, siamo stati in centro a Praga, molto bello di sera, e poi lungo la Moldava (il fiume che passa a Praga) e sul Ponte Carlo; il paesaggio era bello e poetico (magari ci fosse stata la mia ragazza con me
) e il gioco di luci sul fiume molto suggestivo. Il problema è stato poi raggiunta la birreria, perché fuori da questa c’erano degli italiani e ahi noi milanesi che gridavano inneggiando al duce e alla lega nord… (Benito uno di noi, noi vogliamo Roma provincia; tanto per intenderci) A prescindere dai temi, gridavano. Gli inservienti del locale sembravano tesi per la cosa e ci hanno lasciato fuori.
Ero rimasto a dopo la questione discoteca. Quando siamo tornati alcuni non sono andati subito in albergo e sono andati alla ricerca di qualche locale; mi è stato raccontato che alcuni locali li chiudevano fuori solo perché erano italiani (ai cechi davano i posti!)…Una sorta di razzismo verso i turisti insomma.
Io invece sono rimasto in albergo e mi sono aggregato a un gruppetto della mia classe che si era trovato in una stanza… Lì ho bevuto diciamo un po’ di Vodka (frase tipica: Nessuno ne vuole un po’? Se no la bevo io eh… glugluglu) Alla fine ero felice, chissà perché
Talmente felice che non avevo capito dove si sarebbero trasferiti quelli che volevano ancora stare svegli invece di dormire (quelli della stanza volevano dormire, per questo necessitava questo trasferimento). Alla fine ho deciso di tornare in stanza (anche se ho avuto difficoltà a capire come fare certe cose tipo reggermi in piedi facendo luce col cellulare o togliermi i vestiti senza far casino e svegliare il mio compagno Marco
)
L’ultimo giorno è stato dedicato alla visita del museo dell’arte moderna e contemporanea e allo shopping: il museo era curioso (certe cose erano fuori dal normale, ma l’arte moderna è così; ricorderei la citazione colta da Full metal jacket:“Sei talmente brutto che sembri un capolavoro di arte moderna! Come ti chiami, sacco di lardo?”
) Dopo tutto ciò, siamo andati in questo locale che la sera prima ci aveva chiuso fuori e abbiamo mangiato lì: la birra rossa era buona (e lo dice uno a cui la birra non piace tantissimo
) e anche il cibo: ci hanno portato zuppa di patate, e io ho scelto salsiccia (le altre scelte erano bistecca o gulash).
Ma ora racconterò le mie vicissitudini che ho passato grazie a quella grandissima ragazza con cui sto assieme! Mi ha chiesto di prendere una felpa della Praha Drinkin Team per lei (e va bene), una per Ivan (ok), e due per due sue amiche! (No un attimo, non sono un po’ troppe?
)…Beh il penultimo giorno giorno già ne avevo prese 2 che poi ho scoperto essere del colore sbagliato!!! Per fortuna poi Sara mi ha detto di lasciar perdere e di tenerle così (meno male, stavo già cercando di rifilarle a qualcuno della mia classe… del tipo: la vuoi una felpa rossa veroo?
) In ogni caso per lei l’ho presa giusta quindi tutto a posto! C’è stata poi la questione Hard Rock Café! Tutti i giorni abbiamo tentato di andarci ma vuoi per mancanza di tempo, vuoi per mancanza di voglia non ci siamo andati fino all’ultimo giorno… Per questo io ho comprato solo 3 magliette e non 4+ spilla, perché non avevo più corone e non c’è stato il tempo di farci qualcosa! Allora invece di prendere anche maglietta e spilla per me, ho preso solo 2 maglie Hard Rock per e Sara e me e una maglia dei Sex Pistols, regalino per lei *_* .
Altra richiesta che mi ha procurato un sacco di divertimento (che ideona Saraa) è stata una cartolina per lei con le firme di tutta la classe! Due cose belle: la classe ha firmato per reazione a catena in buona parte e ha firmato anche il Rauzi! Per questo Sara sarà contenta (Sara…sarà..Sa..ra…rà…vabeh)
E’ anche molto carina perché le ho scritto una cosa mia tutta intorno alle firme *_*)
Anche la questione moneta è stata divertente! Oltre a aver pagato un tasso esagerato per il cambio (ho perso circa 40 euro in tasse
) era difficoltoso capirci qualcosa visto che 1 corona sono 4 centesimi e 1 euro sono 25 corone: il senso del prezzo non abitava più nel mio corpo; spendevo assolutamente casualmente magari senza pensare a quanti euro stessi spendendo.
Non possono mancare le battute sui cechi! Del tipo
Stiamo attenti, a Praga ci sono un sacco di vicoli cechi!
Omicidio a Praga: la polizia ceca brancola nel buio!
Il gioco preferito dei Praghesi è la mosca ceca!
A Praga ci sono i semafori per i cechi cechi!
Ultima cosa, più filosofica; nel Franz Kafka café c’era scritta non so dove (lo so da voci), credo sul muro, una frase dello scrittore; che afferma:
“Wer Glaubt kann keine Wunder erleben, am Tage sind die Sterne nicht zu sehen”
“Chi crede (di avere la verità) non può avere esperienza di nessuna cosa meravigliosa. Di giorno (infatti) non si possono vedere le stelle.”

=__= il ceco è bellissimo =__=
si aggiunge alla lunga lista di lingue che vorrei imparare *__*
Insieme alla lingua dell’amore?
Scusa, scusa…ferma con quella cintura! Ehi!
…
…
… …
Avrai notizie dal mio legale (oh!), e dai miei spaccaossa, in questo ordine!
Ho già ricevuto quella del tuo legale… era una ragazza gigante con un inglese strano…
mmm…una piccola correzione…
erano sinagoghe,non moschee…
bellaaaaaaaaaa
oddio… grazie