“Se la lancia è spezzata il cuore no”
La giornata di oggi è stata davvero ricca di avvenimenti e quelli piacevoli hanno di gran lunga avuto la meglio su quelli fastidiosi.
Per iniziare bene, stamattina la mia classe (tra cui, strano, ci sono anch’io) è stata sottoposta a una simulazione della Terza Prova d’esame. Tra domande incomprensibili e risposte ignote, ho passato quelle tre ore cercando di recuperare informazioni sedimentate nella mia testa ma il cui segnale era disturbato forse, ma dico forse, da sedute dentistiche, devitalizzazioni, viaggi in autobus e altri elementi di disturbo. Ma l’importante per me era che quella prova finisse e finisse tutto quanto quella prova mi aveva messo addosso. Dopo la prova e una lezione di matematica sono ritornato a casa e ho finalmente rivisto mia mamma, che non vedeva casa sua da 2 mesi, perché è stata in ospedale; un grande ritorno insomma, di cui sono molto contento, perché mi sento più a posto ora e sento che anche attorno a me tutto è più in ordine. Ovviamente non è mancata la telefonata a Sara: ho potuto condividere con lei tutta la positività dell’evento e parlare con lei mentre mia madre dormicchiava. Alla sera, dopo la guida (andata discretamente), ho fatto un viaggio coi mezzi pubblici per raggiungere la stazione della metropolitana di Famagosta dove mia zia Paola mi ha prelevato con un’abile entrata in scivolata al parcheggio dei taxi e mi ha condotto alla sala dove mio zio avrebbe fatto un concerto (lui alla chitarra e alla voce, mio cugino Daniele alla batteria). Arrivato sul posto ho visto alcune bandiere di Alleanza Nazionale e, sembra strano, io ho paura di qualsiasi posto riguardi la politica. Sono comunque entrato e ho rivisto mio cugino più grande che non vedevo da innumerevoli mesi, se non da un anno, e anche il più piccolo, il batterista. Al concerto ha assistito anche Ignazio La Russa che ha anche fatto un intervento riguardo alla musica alternativa, all’ambiente che si respirava quando quelle canzoni di destra venivano composte, a quello che anche lui ha vissuto con persone come mio zio Fabio, mia zia Cristina e altre persone che erano lì presenti, che facevano parte di gruppi giovanili, i quali tenevano una radio che trasmetteva idee di destra e musica alternativa in un tempo in cui la sinistra, allora al potere, censurava ogni tentativo della destra di propagarsi. Il concerto poi è continuato e mi ha stupito il momento in cui mio zio ha eseguito una canzone che non era in scaletta e l’ha dedicata a me… Mi sono un po’ imbarazzato, nonostante lì mi conoscessero solo 6 persone, ma sono stato anche felice di questo…grazie zio. La canzone è “In Alto i Cuori” e la frase del titolo di questo topic è la stessa del suo ritornello. Non è per forza politica, perché gli ideali trasmessi da questa canzone sono quasi universali: non bisogna arrendersi, bisogna continuare a lottare convinti di quello che si vuole essere e che si vuole operare; perché “la vita è un lampo, ma è un lampo così bello”. Anche io la penso così e sono contento che mio zio abbia indovinato la sua canzone che preferisco, la canzone che ho cantato a casa trovandomi da me gli accordi.
Dopo il concerto sono tornato a casa con mia zia Cristina e suo marito Roberto, coi quali ho scambiato alcune idee su La Russa; nonostante io non sia daccordo con alcune sue opinioni, penso che da come racconta lui sia stato un ragazzo come siamo noi, chi più chi meno, con la voglia di cambiare le cose, di ottenere il giusto, di essere libero, ma mi sono accorto che nonostante lui sia riuscito alla fine ad entrare in politica sia stato quasi messo a tacere da quel punto di vista; io prima credevo che bastasse creare un foro e farsi strada in politica per cambiare le cose, invece non è così; La Russa coi suoi pensieri non è riuscito a sovrastare chi invece usa il potere a suo vantaggio e mi sono stupito di questo. La conclusione di mia zia, che comunque condivido, è che bisogna agire nel proprio ambiente e territorio, come lo scoutismo insegna del resto; fare del proprio meglio per cambiare piccole cose ma importanti per le persone che si aiutano è un buon comportamento, perché prima di riuscire a cambiare tutto, questo secondo me, il potere cambiare tutto ti rende egoista.
Tutto ciò non toglie che quest’anno ci sia la maturità e domani scuola
Buona notte.

Ciao. Prego…
Sono contento per quello che dici sulla serata musicale.
Il fatto che ci fossi tu, la mia famiglia e gli amici ha fatti sì che anche per me rimarrà un bel ricordo di venerdì sera.
Belle le tue riflessioni. Posso solo aggiungere che i politici, una volta arrivati ai vertici, purtroppo spesso smarriscono un po’ gli ideali e fanno compromessi con la propria coscienza. Noi possiamo, anzi dobbiamo, portare il nostro contributo al mondo che ci circonda, per quanto piccolo esso sia, perchè ogni piccolo mondo è comunque collegato con gli altri: a volte ci si riesce, altre volte non se ne ha voglia (è normale), l’importante è non abbandonarsi allo sconforto. Come dicava Mike D’Antoni, playmaker dell’Olimpia Milano degli anni ’80 ed ora allenatore di successo nell’NBA, nel suo italiano stentato: “Prima facciamo, poi vediamo!”. Zio Fabio