Commentarii…Route estiva sull’aspromonte
L’altro ieri, 3 Agosto 2007, sono ritornato da una route di clan molto particolare. Tralasciando i problemi all’interno del clan racconterò solo come è andata e le emozioni che mi ha suscitato.
Giorno della partenza: Venerdì 27 Luglio
Il giorno 27 Luglio siamo partiti da Orio al Serio consci (quasi tutti) di stare per viaggiare verso una terra su cui esistono molti pregiudizi e comunque diversa da quello a cui siamo abituati. Da parte mia, ero nervoso: Calabria terra di incendi, di siccità, di sparizioni, di ‘ndrangheta…avevo paura di partire per quel luogo. Ciononostante la route era stata decisa e io ero deciso a parteciparvi. Con il mio zaino dal peso limite di 14 chilogrammi che temevo non sarebbe arrivato a destinazione data la forma (poteva impigliarsi nei nastri) e il mio bagaglio a mano consistente in una tenda, la camicia di divisa e una ciabatta di prese, sono partito insieme a tutti gli altri con l’aereo per Reggio Calabria. Eravamo in 17 a partire: la capo fuoco, i clanisti e… Gughi. Gughi, amico della capo fuoco e ex membro della comunità capi del gruppo, aveva un incarico particolare in questa route: guidare la macchina di supporto, di proprietà dei parenti della Menta (una clanista), che abitano là. La macchina avrebbe avuto tre diversi utilizzi: trasportare Alice, che non poteva camminare con noi dato che ha fatto da poco un’operazione al ginocchio; trasportare i viveri, che sarebbero stati acquistati volta per volta da Alice e Gughi; trasportare il materiale dello spettacolo. Per questa route infatti avevamo organizzato (a grandi linee) uno spettacolo da fare nelle piazze di tre paesini da cui saremmo passati; l’argomento era Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni e al momento della partenza poche cose erano organizzate; io sapevo soltanto di dover fare il tecnico del suono; il materiale comunque non mancava; nei nostri bagagli a mano infatti, oltre alle tende, erano contenuti oggetti strani come uccelli di fuoco (piccoli sacchettini con della carta crespa appesa da far girare con degli spaghi), un nastro, bonghi, un amplificatore, un iPod con già la musica dello spettacolo; ognuno inoltre aveva portato il costume per la sua parte (io ho portato un costume stile “tutine” di zelig; da deficiente insomma; pantaloni da ciclista e cuffia da piscina.)
Dopo il volo (pessimi decollo e atterraggio, sembrava di essere in guerra) siamo atterrati (per fortuna siamo atterrati e per fortuna sani e salvi) a Reggio Calabria. La città si presenta abbastanza moderna; nell’aeroporto è pieno di palme e piante tropicali, che danno in effetti una buona impressione sul luogo. Uscendo dall’aeroporto abbiamo aspettato alcune persone contatte da Elena, capo fuoco, in precedenza. Questi erano membri degli Amici di Montalto, nonché scout e alcuni ex scout. Essi ci hanno portato con le loro auto da Reggio a Gambarie, dove è iniziata la nostra avventura.
[continuo questo racconto il 19 Agosto, dopo essere stato in Trentino, vacanza che racconterò in un altro post, spero.]
A Gambarie c’è stato il primo contatto con la splendida ospitalità calabrese; uno degli accompagnatori ci ha offerto vino, formaggio, olive e pane, tutto molto buono!!! Quella notte abbiamo dormito in un boschetto con anche una canna di acqua (fondamentale) e la mattina dopo, Sabato mattina, è iniziata la vera e propria route.
Primo Giorno: Sabato 28 Luglio
Sabato siamo partiti da Gambarie per raggiungere Montalto, luogo famoso perchè da lì la vista è quasi a 360 gradi e si vedono entrambi i mari che bagnano la Calabria (sono ignorante in geografia ma credo siano lo Ionio e il Tirreno) e se si guarda verso est alla mattina si può assistere all’”alba di Montalto”;noi l’abbiamo vista Domenica mattina dalle 5 e mezza in poi: faceva freddissimo ma è stato uno spettacolo che non dimenticherò; si vede proprio la sfera solare uscire da quell’insieme di immagini che sono cielo misto a mare e terra; non si capisce data la foschia. Il Sabato comunque arrivati a Montalto abbiamo abbozzato una prova dello spettacolo e fatto un bivacco casuale in cui io suonavo a memoria le canzoni con la chitarra cannando accordi e facendo lo scemo
Secondo Giorno: Domenica 29 Luglio
Dopo aver visto l’alba che ho già descritto, molto tranquillamente abbiamo fatto colazione e ci siamo messi in cammino per il Santuario di Polsi, un santuario dedicato alla Madonna della Montagna. Delle voci dicevano che a un certo punto della strada (asfaltata) si iniziasse a scendere e che il santuario si vedsse e sembrasse di non arrivare mai. Era proprio così. Siamo arrivati al santuario stanchissimi ma Gughi e Alice avevano ottenuto delle camere con letti a castello e doccia!!! Ci siamo rifocillati e abbiamo mangiato; poi abbiamo iniziato un’attività e siamo stati a messa (particolari i canti in dialetto per la Madonna della Montagna delle signore locali
). Alla sera abbiamo provato lo spettacolo anche con la musica e un po’ di curiosi hanno assistito le prove: abbiamo avuto una prima impressione da parte di un pubblico! Era saltato fuori che lo spettacolo era carino ma non si capiva bene la trama e che il pezzo più bello era quello di Alice, Valeria, Pietro, Marco, Federico e me, quello delle tutine con balletti scemi e acrobazie per poveri
Con questa nota positiva abbiamo concluso la giornata.
Terzo Giorno: Lunedì 30 Luglio
Questa giornata è stata ricca di eventi lungo la strada e il protagonista di gran parte di questi è stato Gughi insieme con Alice. Dal santuario ci siamo incamminati su una strada sterrata che saliva verso Pietra Cappa, meta del nostro cammino; Gughi e Alice ci seguivano con la mitica Uno bianca sulla nostra stessa strada. (loro erano rimasti al santuario un po’ di tempo, per questo ci seguivano). A un certo punto della strada abbiamo affrontato un piccolo guado su un ruscello abbastanza profondo e ci siamo chiesti se la Uno bianca ce l’avrebbe fatta a passarlo! Allora abbiamo aspettato la grande vettura e abbiamo assistito a una scena memorabile
Abbiamo visto la macchina prendere la rincorsa dalla discesa e entrare nel ruscello, sollevando una grande quantità d’acqua e uscire indenne con un frenatone!!! Odore di frizione bruciata ma macchina integra
Si è levato un applauso alla grande manovra di Gughi e la macchina è ripartita sulla sua strada!
Con noi, lungo i sentieri e le strade, avevamo delle ricetrasmittenti per comunicare tra di noi e anche con Alice, portavoce delle vicissitudini della macchina di supporto. Dopo un po’ di tempo dalla manovra in stile rally abbiamo avuto notizia che era caduta la marmitta della macchina. Abbiamo pensato per un po’ di essere fregati. Non abbiamo avuto più notizie da Alice ma la macchina non si vedeva; quindi in qualche modo erano riusciti a continuare…Arrivati a Pietra Cappa, vicino a una casa della forestale, abbiamo scoperto che Gughi aveva riagganciato la marmitta; lui e Alice avevano trovato infatti il modo di sollevare la macchina con dei massi e Gughi si era piazzato sotto la macchina con un materassino messo a terra; poi aveva trovato un gancio sul quale ha attaccato la marmitta. Da quando ce l’ha raccontato è stato nominato ufficialmente McGyver ![]()
A Pietra Cappa abbiamo provato lo spettacolo senza musica e dopo cena abbiamo fatto una veglia che era religiosa ma molto pesante come testi, perchè non riguardavano solo concetti astratti e cristiani, ma concetti concreti che facevano pensare (si parlava dell’abuso del sesso, del matrimonio e cose di questo tipo; in generale sulle relazioni tra uomo e donna e dell’affettività).
Abbiamo passato la notte nella casa della forestale e il giorno dopo ci siamo rimessi in cammino per raggiungere finalmente il primo paese in cui avremmo fatto lo spettacolo: San Luca.
Quarto Giorno: Martedì 31 Luglio
Conservo ancora il libretto della route sul quale è scritto l’articolo che abbiamo letto la mattina di quel Martedì; la nostra meta non era un posto qualsiasi: appena nel 2006 a San Luca c’era stata una faida tra due famiglie con morti e sparatorie. La situazione ora è tranquilla ma il paese è molto controllato dai carabinieri [nota recente: non del tutto tranquilla perchè da lì originano le persone morte in germania pochi giorni fa]. Mentre camminavamo qualcuno ne parlava, qualcuno magari ci pensava soltanto, ma in ogni caso molti di noi erano preoccupati nell’avvicinarsi a quel paese.
Dopo aver camminato, siamo arrivati a San Luca e subito hanno catturato la nostra attenzione i cassonetti della pattumiera: avevano sopra dei fori fatti probabilmente da proiettili. I carabinieri ci hanno indirizzato dove andare a dormire: nella palestra della scuola elementare. Rifocillatici dopo la lunga strada fatta, abbiamo provato lo spettacolo prima nel cortile della scuola, poi in piazza, dove era stato montato un palco per una manifestazione (una sfilata di abiti da sposa) che si sarebbe svolta il giorno dopo, ma che potevamo usare anche noi. Subito abbiamo visto dei gruppetti di bambini (rigorosamente divisi tra maschi e femmine) avvicinarsi a noi e fare un sacco di domande, correre sul palco e lì intorno, curiosare e provare gli oggetti dello spettacolo (nastri ecc). Alla sera la piazza era piena zeppa di bambini. Abbiamo fatto lo spettacolo per la prima volta; non è venuto un gran che male, a parte che un gruppo consistente di bambini si è alzato in un momento in cui facevamo volare dei palloncini e ha invaso il palco. Abbiamo comunque fatto scendere tutti quanti senza compromettere la scena. Caratteristica è stata la scena del mago (Marco) che faceva levitare una carta e faceva cambiare colore a un’altra, perchè i bambini di lato avevano scoperto il trucco. Alla fine dello spettacolo i bambini hanno provato il nastro e gli uccelli di fuoco mentre noi sbaraccavamo; tornati alla palestra abbiamo mangiato una torta comprata di nascosto da Gughi al pomeriggio e abbiamo dormito nella palestra; in quella palestra si cuoceva, c’era caldo e umido. Avevamo anche il timore che succedesse quello che avevano detto i carabinieri: era possibile che alcuni ci tirassero delle pietre sulle finestre; per fortuna non è successo nulla di spiacevole e la mattina dopo ci siamo svegliati per una mattina speciale.
Quinto Giorno: Mercoledì 1 Agosto
La mattina del primo Agosto, alle 8, tutto gli scout del mondo avrebbero recitato la promessa. Per 12 ore nel mondo è stata recitata la promessa, quel giorno. Il nostro fuso orario era circa a metà delle ore; Silvia ad esempio, che era a Londra al raduno mondiale dello scoutismo, il Jamboree, l’avrebbe recitata un’ora dopo di noi. La cerimonia che abbiamo fatto, di rinnovo della promessa, è stata semplice ma molto emozionante; mi sono sentito ancora più attaccato a quella cosa strana e fantastica che è lo scoutismo. Abbiamo recitato questa semplice frase: “Con l’aiuto di Dio, prometto sul mio onore di fare del mio meglio per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese, per aiutare gli altri in ogni circostanza e osservare la legge Scout”. Fatto colazione, siamo ripartiti lungo la strada verso Casignana.
Dopo una parte di Strada Statale, abbiamo attraversato la fiumara, cioè il letto di un vecchio fiume che però è secco; ci siamo poi incamminati su una strada più piccola da cui doveva partire un sentiero che scollinasse e ci portasse al paese. Quella stradina era impressionante; sembrava una di quelle strade dei film western: non si vedeva la fine e il caldo faceva ondeggiare il paesaggio in fondo. Arrivati alla fine della strada (un acquedotto) il sentiero non si era ancora visto. Pietro e Gabri sono andati in esplorazione su un sentiero che sembrava tale ma tornando hanno detto che sarebbe stato infattibile con gli zaini. Per fortuna una macchina è comparsa dal nulla e abbiamo chiesto al conducente che ci ha detto di conoscere quel sentiero e ci ha indicato dove fosse in perfetto dialetto calabrese; abbiamo ricostruito il suo discorso e abbiamo preso quel sentiero. In effetti, fidandoci di tutto quello che ci ha detto, siamo arrivati al paese.
Con nostra grande sorpresa, due signore del posto che si erano occupate di procurarci un posto dove dormire (anche in questo caso una scuola elementare) ci hanno offerto, al nostro arrivo, della coca cola!!! Ognuno di noi ha bevuto una lattina di coca cola ed è stata la più buona coca cola che io abbia mai bevuto. Quella sensazione di dolce e fresco dopo chilometri camminati al sole è fantastica, non l’avevo mai provata!
Il pomeriggio di questa giornata è stato abbastanza intenso, perchè il tema di quella giornata era “Io e il Clan”; per questo ci sarebbe stato un “punto della strada”, cioè un momento in cui tutti i componenti del clan si confrontano fra di loro riguardo a vari ambiti (anche esterni allo scoutismo come il rapporto con i genitori, con gli amici ecc.). Questo punto della strada ha fatto nascere una discussione abbastanza accesa che è continuata fino a quando non era ormai ora di andare a vedere il posto dove avremmo fatto lo spettacolo quella sera.
Il luogo dell’esibizione sarebbe stata una parte della rotonda della piazza del paese; in quel momento abbiamo avuto una notizia che lasciava perplessi e una notizia che era un sogno.
La prima notizia era che parte delle strade giungenti alla rotonda sarebbero state chiuse per noi dai carabinieri (efficientissimi in questa regione); la seconda notizia, incredibile, era che dopo lo spettacolo ci sarebbe stata offerta una pizza!!! Seconda sorpresa mangereccia della giornata!
Lo spettacolo è stato leggermente diverso da quello del giorno prima a San Luca; infatti il pubblico era composto oltre che da bambini anche da adulti e qualche ragazzino sui dodici anni… insomma un pubblico più tranquillo! Lo spettacolo, con piccoli inconvenienti di magia (un bambino ha affermato di aver scelto una carta prima del trucco, anche se Marco gliene stava mostrando un’altra
) lo spettacolo è riuscito anche quella sera e i bambini hanno anche ballato la tarantella alla fine! La pizza attesa ci è stata offerta dal sindaco ed è stata consumata rigorosamente in uniforme; dopo la pizza (che era quadrata, avvolta su se stessa e buonissima) abbiamo girato un po’ per i vicoli del paese; un’atmosfera surreale che con la stanchezza dava sensazioni strane, come di pace interiore. La mattina dopo eravamo di nuovo pronti a partire.
Sesto Giorno: Giovedì 2 Agosto
La generale stanchezza ci aveva indotto, mercoledì sera, a scegliere una via diversa dal cammino per raggiungere Bianco, ultimo paese, sul mare. L’autobus. C’era chi non era d’accordo, dato che sarebbe stato bello raggiungere a piedi il mare, ma la soluzione più comoda e con la quale avremmo risparmiato molto tempo da usare per il mare, così avremmo poi completato il punto della strada, ha avuto la meglio.
Arrivati a Bianco abbiamo visto il posto dove avremmo dormito: un fantastico campo di calcio!!! Compreso porte grandi, porticine e, cosa fondamentale, un pallone gonfio!!! Naturalmente avevamo ben altri desideri, dato che innanzitutto le ragazze di giocare a calcio non avevano intenzione, poi perchè l’idea di buttarsi nell’acqua dopo 5 giorni passati a camminare faceva pregustare una sensazione molto piacevole e realizzante. Ci siamo così diretti alla spiaggia dove abbiamo fatto un bagno in cui mi sono sentito abbastanza imbarazzato, siccome le scelte erano due: o rimanevo con l’acqua alle caviglie o non toccavo. Ho optato per la seconda cercando comunque di andare in posti sicuri, anche se a un certo punto ho dovuto usare il mio istinto di sopravvivenza per non affogare. Ah per chi non l’avesse capito per me di nuotare non c’è verso. Tralasciando questo fastidioso argomento, continuiamo col racconto. Dopo il bagno abbiamo preso un po’ di sole ridendo e scherzando e siamo ritornati al campo di calcio. Il pranzo è stato abbastanza rinfrescante, con melone, prosciutto e pesche. Pranzato, abbiamo fatto una semi-pausa cortissima prima di riniziare il fatidico punto della strada, più tranquillo di quello del giorno precedente ma durato tanto in ogni caso. E’ stata poi presa la decisione (da me poco condivisa) di tornare in spiaggia. Mentre gli altri facevano il bagno io sono restato a riva a meditare sui miei problemi (mi mancava una certa ragazza e non sapevo cosa fosse di lei; ero conscio inoltre del fatto che lei non sapesse cosa fosse di me, di rimando) e nel frattanto ho anche smarrito il mio orologio, tra la doccia e il cambiarmi il costume… pazienza. L’idea di fare lo spettacolo quella sera mi metteva una stanchezza allucinante addosso, inoltre avevo iniziato a essere pessimista da quando avevo perso l’orologio, pessimismo che poi si è rivelato aver ragione. (quella ragazza sarebbe dovuta venire in montagna dove vado io e non sapevo se suo padre avesse avuto le ferie prima della route; sono partito ancora non sapendolo e ero preoccupato che non le avesse avute; aspettavo quindi il mio ritorno per chiamarla). Inoltre Pietro, che doveva fare con Federico, Valeria, Alice e me il pezzo delle tutine si era infortunato in spiaggia (mi pare gli fosse entrata una spina nel piede o che comunque si fosse ferito) e rischiava di non poter fare lo spettacolo. Il luogo dello spettacolo questa volta era fondamentalmente un cortile dietro al municipio: all’ora dell’inizio dello spettacolo (21.30) non c’era ancora nessuno e la paura che lo avremmo fatto per noi era tanta. Fortunatamente la piazzetta ha iniziato a riempirsi e dopo un quarto d’ora era arrivato un numero considerevole di persone (una ventina): abbiamo potuto iniziare lo spettacolo.
Anche questa volta tutto è filato liscio e alla fine un assessore ci ha condotto ad un baracchino sul mare dove avremmo mangiato dei panini. (la strada per arrivarci è stata lunga perchè l’assessore si fermava a salutare chiunque
) I panini di quel luogo erano buonissimi e ci si poteva mettere di tutto, partendo da una base di salamella che poteva essere o dolce o piccante. Mentre mangiavamo due ragazzini hanno suonato delle canzoni di musica leggera con un karaoke (un ragazzino cantava e suonava la chitarra, l’altro la tastiera). Al secondo panino siamo tornati tutti al campo di calcio e a qualcuno era venuta l’idea di dormire senza tenda all’aperto. Io e Marco, controcorrente, abbiamo invece montato la tenda, fedeli agli insegnamenti del Fondatore B.Powell
Giorno del Ritorno: Venerdì 3 Agosto
Venerdì, ultimo giorno di route, abbiamo terminato il punto della strada ancora in arretrato e abbiamo abbozzato una verifica della route; dopodiché, dopo pranzo, ci siamo diretti alla stazione di Bianco dove saremmo saliti sul treno per Reggio Calabria. Era in ritardo di 20 minuti, ma noi, previdenti, ci siamo mossi in largo anticipo. Arrivati a Reggio abbiamo mangiato i Wurstel in un parco vicino alla stazione e abbiamo preso l’autobus che ci ha portato in aeroporto. Il viaggio di ritorno è stato tranquillo e, una volta a Milano, ci siamo messi in cerchio nella sala del ritiro dei bagagli, dove abbiamo chiuso ufficialmente questa fantastica route che ci ha regalato emozioni uniche.
Tornato a casa ho sentito la mia ragazza che mi ha dato la brutta notizia; per un problema che aveva avuto in famiglia non sarebbe potuta partire. Colto da gran dispiacere per tutto quanto, dal fatto che non ci saremmo visti a quello che avesse quel problema, mi sono preparato per un altro dei tanti viaggi di quest’estate, in Trentino, in Val di Non.

Ciao, sono una scout calabrese e per caso sono finita sul tuo blog…mi fa piacere sentire che la tua route nella mia regione ti abbia regalato tante emozioni, ma ammetto che sono rimasta male quando, leggendo la prima parte del tuo intervento, avevi timore di venire qui, per via dei tanti problemi che ci affligono. Spero tu abbia cambiato idea sulla gente Calabrese, perchè non siamo tutti mafiosi, assasini o piromani; e spero sopratutto che al nord non sia così diffuso questo pregiudizio sulla mia regione. Con la speranza che tu possa ritornare in Calabria a scoprire tante altre cose bellissime, ti aguro buona strada, Giusy =)
Ciao Giusy; grazie per il tuo commento: purtroppo, parlando esclusivamente di Milano, il pregiudizio sulla Calabria è molto diffuso; ma forse l’hai intuito (soprattutto se hai letto l’intervento fino alla fine; lo so è molto lungo): questa route mi è servita tanto a capire che i pregiudizi sono infondati; come in tutti i luoghi anche in Calabria, come in Lombardia o in…Città del Vaticano ci sono persone “umane” e altre “disumane” che spesso agiscono in modo sbagliato per avere un tornaconto. Per questo credo che il pregiudizio sia sbagliato.
Io ho visto nella gente calabrese delle persone gentili, simpatiche, disponibili, sempre col sorriso sulle labbra e con quella voglia di aiutare che qui a Milano è rarissima, perchè molti pensano a loro stessi, al loro lavoro, ai loro impegni, e non cercano di vivere in modo più semplice e attento agli altri. Non mi dimenticherò tutte le persone che ci hanno aiutato in Calabria nella nostra Strada; non solo gli Amici di Montalto e i sacerdoti, ma anche passanti che ci hanno assistito ad esempio per la riparazione di uno scarpone; delle persone che ci hanno incontrato sul sentiero le quali ci hanno spiegato dove fosse la fonte più vicina; di quelli che passando in furgone ci hanno offerto un passaggio prima di Casignana. Invece quando si fanno route in Lombardia…se ti va bene trovi il prete che ti offre da dormire. Spero di averti fatto capire come le mie paure magari ci sono ancora (sapendo di faide ecc.) ma so che venendo in Calabria posso essere sicuro di trovare persone disposte a aiutarmi e a farmi stare bene lì. Buona strada Giusy.
Cavalletta Pensosa
io sono l’ex scout del vino…formaggio…ecc. fate pubblicita’ positiva per la calabria,poiche’ e’ troppo bistrattata.
ciao a tutti…anche noi vorremmo fare lo stesso percorco per la route, anche se nn vorremmo passare da casignana…è fattibile?vi prego rispondete
ciao,sono una scout di firenze.noi vorremmo fare una route in calabria.potresti darci delle dritte?
Ciauu a tutti!!Io sono Teresa,una novizia del Clan Harvest di Tropea, un paesino calabrese; innanzitutto complimenti per la pagina,l’ho scoperta x caso..ed è il resoconto di una route, a quanto pare, davvero bella!!Anzi, senza dubbio!!=) La cosa che più mi colpisce è,però,il fatto che a dispetto di quanti possano sparlare della Calabria, finalmente ci sia qualcuno che, toccando con mano le nostre realtà, abbia cambiato opinione; la Calabria non è solo quella della n’drangheta, delle faide, delle sparizioni ecc..è soprattutto la Calabria fatta di persone che hanno voglia di risollevarsi quando cadono, (e parlo di tutti coloro che hanno il coraggio di denunciare chi chiede il pizzo..e via dicendo..) quelle persone che vogliono, o almeno, tentano di farlo nel loro piccolo,quotidianamente, creare un’immagine positiva di questa nostra terra; a questo proposito vorrei consigliare a chiunque fosse interessato a fare la route estiva in Calabria, la Valle del Marro situata nel territorio della piana degli ulivi. Valle del Marro Libera Terra è l’associazione che si occupa dei territori coniscati alla mafia, bonificandoli e sfruttandoli coltivando arance,ulivi e tanto altro..potreste integrare una gg in questa azienda durante i giorni della route..anche perchè è possibile fare servizio..e vi assicuro..è faticoso, ma dopo una giornata del genere sarete veramente soddisfatti del vostro lavoro..=) non voglio anticiparvi nulla..;-) bene..buona strada a tutti!!=)
Ciao sono Giacomo un rover al quarto anno di clan verso la partenza, il mio Clan vorrebbe fare un’esperienza simile..
mi ha colpito molto questa route e ho intenzione di proporla.
se avremo dei dubbi o delle domande vi farò sapere..
Grazie
gruppo scout:
GRIGNASCO 1 (Novara-Piemonte)
Buona Strada!
Faina Istintiva