Post di montagna dalla carta alla pagina web!
Venerdì, 14 luglio 2006
sono giunto alla vigilia del terzo week-end passato in montagna e trovo un po’ di tempo per scrivere a mano a ciò che dovrei scrivere con la tastiera di casa mia; insomma, meglio così… il clima temporalesco di là fuori mi ha fatto venire voglia di scrivere ed ecco qui… di queste due settimane che l’inizio pensavo monotone e prive di emozioni, in realtà ci sarebbero un bel po’ di cose raccontare, ma una in particolare importante.
Innanzitutto, siamo campioni del mondo! Per la quarta volta. Un’ottima prestazione di un’Italia unita dal fattore gruppo, ma si è già detto abbastanza nei giornali. Non voglio fare commenti nemmeno sul caso Zidane, perché farei un discorso che che si contraddirebbe da solo. Voglio solo ricordare per sempre quella partita., domenica 9 luglio, Berlino. Una partita che solo gli interisti hanno già vissuto: sempre sul filo del rasoio, ma si continua a soffrire anche quando si attacca (“e se gli altri segnano in contropiede?”). Queste sono le stesse sensazioni che ho provato con Italia-Germania, semifinale. In questa partita contro i tedeschi però c’era qualcosa in più: un brivido storico. Racconto: ogni volta che vedo le immagini di quella partita del 1970 Italia-Germania 4-3, penso: magari ci fossi stato anche io, quante emozioni e quanta gioia nel vedere il piccolo Rivera, ahimè milanista, segnare il gol alla fine negli ultimi minuti del secondo tempo supplementare. Nel 2006 e, dopo 36 anni, è successa una cosa un po’ diversa ma che probabilmente ha suscitato in me un’emozione simile a quella che provò mia madre nel 1970 quando aveva quattordici anni. Ecco quello che accadde: Boninsegna salta un uomo si presenta al vertice sinistro dell’area, ha un’intuizione geniale la mette in mezzo, Rivera finta con corpo e spiazza il portiere tedesco, di piatto, un gol semplice a vedersi ma di una furbizia esaltante, 4-3, vinciamo, vinciamo, vinciamo, si sente urlare…
2006: Italia-Germania, ancora semifinale, ancora al limite estremo del tempo disponibile (sia nel ‘7O che nel 2006 mancavano tre o quattro minuti): Pirlo ha la palla al limite dell’area, a destra; molti pensano: tira e fa fuori; intuizione geniale, passaggio in area e un giocatore irriconoscibile (chi diavolo è?) Che si gira e di sinistro fa girare la palla in punto in cui il portiere non può arrivare. È Grosso! Un terzino; io che sono stato terzino nella mia piccolezza mi sono emozionato nel vederlo urlare dopo un gol, sommerso dalla gioia. Mia nonna mio fratello dormivano, quindi non ho potuto urlare anch’io come lui, ma l’urlo nella mia testa stato fortissimo. Quello stesso ragazzino, con freddezza esemplare ha segnato rigore decisivo contro la Francia.
Ma per le ragazze che leggono mio blog (hahaha! Ma quali ragazze!!!???) Basta calcio. Beh gli argomenti sono finiti…:D Insomma! Il mondiale è il mondiale!
Questo è quello che ho scritto in quel venerdì temporalesco su in montagna, al settimo cielo per la vittoria dell’Italia ai mondiali. Il 23 c’è stato anche il mio compleanno, che ha ravvivato il mio animo annoiato; poi è arrivato un tempo di divertimento con i nostri amici (padre e madre con figlia di 12 anni e cugina di quest’ultima di 30 anni), tra sonate di chitarra, canti e camminate; situazione che è stata rovinata da mia mamma che ha litgato con la loro
. Ora sono in tensione per la mia partenza di domani notte verso l’Inghilterra, devo godermi la cucina italiana finché c’è la mamma che prepara! La mamma è sempre la mamma!

come sarebbe a dire quali ragazze?????
e io cosa sono?????
mi ha profondamente offeso.
non lascerò più commenti. farò finta di non leggere il tuo blog. grazie per la considerazione.
come sarebbe a dire quali ragazze?????
e io cosa sono?????
mi ha profondamente offesa.
non lascerò più commenti. farò finta di non leggere il tuo blog. grazie per la considerazione.
ma cmq il brivido per la vittoria l’ho provato anche io e l’ho riprovato leggendo il tuo intervento…campioni del mondo, incredibile, mi ricordo tutta quella festa la sera della vittoria, la gente impazzita, le macchine, le bandiere, tutti che esultavano, tutti italiani, tutti che per una sera si volevano bene. il calcio arriva a unire tutti li dove non riescono altre cose…we all speak football, poi ti racconterò un episodio con un giapponese che mi ha fatto capire quanto sia vera questa frase…!!!!!
siamo campioni del mondo…!!